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Angelo Antelmi - A Kitchen Odissey

Quando uso il termine tradizionale intendo che per realizzare il lavoro che tratta l’umanizzazione di semplici posate su sfondo nero, mi sono concentrato principalmente sulla progettazione dell’immagine da eseguire e poi ho demandato alla fase di ripresa la quasi totalità del lavoro. Minimizzando il lavoro di post produzione quasi a zero. Questo è avvenuto non perché consideri poco importante il lavoro di post ma perché non sapendo a cosa sarei andato incontro dovevo visualizzare in fase di scatto le varie scene per poi comprendere volta per volta quello che erano gli elementi che avrebbero determinato la riuscita della foto, per questo era importante scattare una foto praticamente compiuta. leggi oltre>>

INTERVISTA A ...


...'Amore a prima vista '...

Parlaci di te.
 
Ero uno studente di architettura con la passione per la fotografia; ora sono un architetto che fa il fotografo di architettura di professione.

Come sei venuto a conoscenza delle fotocamere Silvestri?
 
Avevano una S4 alla Facoltà di Architettura, de La Sapienza di Roma, dove ho frequentato nel 2001 il Master in “Rappresentazione fotografica dell’architettura e dell’ambiente”.
E’ stato amore a prima vista.

 
In quale occasione hai sentito il bisogno di una nuova attrezzatura? È stato per un lavoro specifico, per il passaggio al digitale, quali nuove necessità ti si erano poste?

Ho sentito la necessità di fotografare l’architettura con i giusti tempi e rispettandone i canoni di rappresentazione. L’ho presa quando non ero ancora professionista, ed in occasione del primo incarico su commissione, ero soddisfatto dell’attrezzatura che stavo usando. Non sono ancora passato al dorso digitale, lavoro con pellicola (6x9 o 4x5) ed acquisizione della stessa. I risultati sono ottimi, ma so che prima o poi prenderò un dorso digitale.


Quali caratteristiche e funzioni offriva l’attrezzatura Silvestri che ti ha fatto decidere per questa fotocamera?

Manegevolezza, versatilità e funzioni specifiche per il tipo di fotografia che volevo fare.

 
Raccontaci la storia di una delle tue esperienza fotografiche. Il lavoro in cui le caratteristiche specifiche della fotocamera sono state più significative e determinanti per il successo del tuo lavoro. Spiegaci quali erano le difficoltà e come sono state risolte.
 
Nel 2008 sono stato chiamato dalla Deutche Bank che mi ha commissionato una campagna fotografica su 7 città italiane.

Sono stato libero di scegliere dove focalizzare la mia attenzione, su quale aspetto della città, e per me è stato naturale rivolgermi all’architettura. Mi muovevo da solo, viaggiavo in aereo e restavo solo 2 o 3 giorni in ogni città.

Solo con un’attrezzatura Silvestri sono riuscito a muovermi e ad avere gli ottimi risultati che ho ottenuto. Questo è stato solo uno dei casi in cui le caratteristiche di una Silvestri diventano indispensabili.

Una breve frase che riassuma la tua impressione sulla fotocamera?

Giusta. E’ stata abbastanza breve?

 

www.marioferrara.it - biografia

 

CASE STUDY


 

...'Small lightweight and good quality construction with plenty of rise and fall'...

 

 

Un inglese in Tailandia

© McLeodSono nato ed ho compiuto gli studi (Chimica!) in Inghilterra. Nel 1984 me sono trasferito in Giappone dove ho iniziato a fotografare il teatro underground. Durante gli anni 80 ho lavorato per molte riviste giapponesi e ancheper i supplementi a colori in UK e USA. Nel 1992 me sono trasferito in Tailandia e ho aperto la mia società "Lantern Photography". Ora forniamo fotografie di architettura ed interni di alta qualità per le industrie di ospitalità e edilizia. Inoltre collaboro regolarmente con l' Architectural Digest (edizione USA).

Bicam colma la lacuna

Ho deciso di acquistare la Bicam quando l'obiettivo Rodenstock 28mm HR è stato disponibile. Utilizzavo una Mamiya 645AFD con il Phase one P45. E' una bella combinazione tranne che per il lavoro con ottiche grandangolari. La Bicam ha colmato questa lacuna perfettamente.

Affrontando un lavoro ad alto stress

Nel gennaio 2007 ero capo fotografo per "Thailand, Nine Days in the Kingdom" un progetto che ha visto 55 fotografi da tutto il mondo riunirsi per realizzare un libro per celebrare l'ottantesimo compleanno del Re nel dicembre 2007 (http://www.9days-inthekingdom.com ). © McLeodLa mia Bicam era arrivata alla dogana tailandese da appena 6 settimane e ne avevo bisogno per fotografare l'intero gruppo dei fotografi. Un lavoro ad alto stress, non è cosa da tutti i giorni poter fotografare un gruppo che include personalità come Greg Gorman, Steve McCurry e Gueorgui Pinkhassov per citarne solo alcuni.

 

Un gruppo non facile da accontentare

Non avevo ancora usato la Bicam prima ma avevo bisogno di un'eccellente risoluzione (l'immagine sarebbe stata ingrandita per una mostra durante il lancio del libro) e un ampio angolo di campo in quanto avevo scelto il tetto di un grattacielo molto stretto e volevo essere in grado di vedere entrambi i lati dei palazzi con i fotografi al centro. Avevamo anche sperato di avere Yann Arthus Bertrand sospeso nel cielo sopra il gruppo ma un problema tecnico lo ha bloccato in aereoporto. Fortunatamente la macchina ha funzionato alla perfezione e tutti sono felici della fotografia (un gruppo non facile da accontentare!). Sono deliziato dalle performance di questo apparecchio e sto ora considerando quale altra ottica aggiungere.

by Photographer Robert McLeod, della Lantern Photography, Tailandia

Robert McLeod

www.robertmcleod.com

 

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